adattamento in dialetto triestino e regia di Alessandra Privileggi
Immaginate una soleggiata domenica di primavera, un prato fiorito e una famiglia festosa intenta in un picnic all'ombra di un grande albero. Ecco, cancellate tutto e tenete solo la famiglia festosa, perché lo scenario non è più un prato ma una trincea. Tempo e spazio indefiniti. Attraverso situazioni surreali, comiche e paradossali, Arrabal lancia un profondo messaggio pacifista, mettendo in scena l'assurdità e l'insensatezza della guerra, nonché la nostra discutibile capacità ad abituarcene.